Che cos’è la prostata?
Sembra una domanda scontata, ma è bene chiarire di cosa stiamo parlando: la prostata è una ghiandola di piccole dimensioni. La trovate sotto la vescica, davanti alla parete dell’intestino retto. La sua posizione la rende facilmente palpabile tramite l’esplorazione digitale, eseguita dall’urologo, o attraverso l’ecografia a sonda transrettale. All’interno della prostata, inoltre, passa il primo tratto dell’uretra, chiamato anche collo o imbuto vescicale. Verificare il suo stato di salute con esami specifici è importante, specie per gli uomini che hanno superato i 45 anni. Ma prima di parlare degli esami per la prostata, vediamo insieme che funzioni svolge e perché è importante tenerla sotto controllo.
A che cosa serve?
La sentiamo nominare ovunque, ma forse non tutti sanno quali funzioni svolge precisamente la prostata. Le attività della prostata sono fondamentalmente 3:
- difende i testicoli e le vie urinarie superiori, il tratto di uretra prostatica, per l’appunto;
- produce il liquido spermatico con l’aiuto delle vescicole seminali;
- elimina gli spermatozoi vecchi, ovvero quelli prodotti da più di 30 ore.
La prostata può infiammarsi?
Sì, la prostata può infiammarsi, soprattutto in soggetti adulti che hanno superato i 45 anni di età. Uno dei disturbi più comuni è proprio il suo ingrossamento, chiamato comunemente ipertrofia prostatica benigna. L’IPB, una volta insorta, non guarisce mai del tutto. È un disturbo cronico che va tenuto costantemente sotto controllo perché, con gli anni, può avere sviluppi anche gravi per la salute. La crescita della prostata, infatti, anche se benigna, può diventare tumorale. Solo esami della prostata periodici e valutazioni cliniche scrupolose possono fornire un quadro complessivo e affidabile, da sottoporre a terapia.
Quali esami per la prostata si devono svolgere?
All’insorgere dei primi sintomi è bene rivolgersi al proprio medico curante o a uno specialista. Di seguito abbiamo riportato un elenco di esami che aiutano il dottore a formulare la sua diagnosi:
- Valutazione digitale: l’esame si svolge in modo molto semplice. Il dottore indossa un guanto opportunamente lubrificato e inserisce l’indice nel retto del paziente. Con il dito il dottore può valutare alcuni parametri della prostata. Nelle sue condizioni normali, infatti, la prostata dovrebbe presentarsi liscia, morbida e simmetrica.
- Coltura del secreto prostatico: durante la valutazione digitale, il dottore raccoglie anche del liquido prostatico per mezzo di un tampone.
- Spermiogramma: l’analisi del liquido seminale da cui si ricavano alcuni dati come il numero di spermatozoi, colore, ph, consistenza, presenza di sostanze altre da ricollegare a possibili infiammazioni.
- Ecografia scroto-testicolare: un esame diagnostico non invasivo che utilizza gli ultrasuoni per analizzare l’apparato genitale maschile. Gli ultrasuoni sono delle onde sonore ad alta frequenza assolutamente innocue per l’essere umano.
- Ecografia prostatica: è un esame diagnostico invasivo che permette di vedere indirettamente la prostata. Durante l’esame, infatti, viene inserita all’interno del retto una sonda metallica, opportunamente lubrificata, che emette onde sonore ad alta frequenza.
- Dosaggio di PSA nel sangue: il PSA è l’antigene prostatico specifico. Il suo dosaggio avviene durante un esame di laboratorio eseguito su un normale prelievo di sangue. Serve a determinare la presenza di tumore alla prostata o a tenere sotto controllo la malattia.
Dopo la diagnosi, occorre cominciare la terapia. In caso di ipertrofia prostatica benigna, la priorità del medico è quella di monitorare e contrastare l’ingrossamento prostatico, ma anche alleviare tutti i disagi che esso comporta, primo fra tutti il cattivo funzionamento della vescica. Per questo molti specialisti si affidano a IBP Plus, l’unico fitoterapico sul mercato capace di agire contemporaneamente sulla prostata e sulla vescica, senza effetti collaterali per il paziente.
