Consigli

L’ipertrofia prostatica benigna

L’ipertrofia prostatica benigna consiste in un aumento di volume della ghiandola prostatica. Superati i 45 anni è consigliabile effettuare controlli periodici dall’urologo, perché il rischio di contrarre questo disturbo diventa maggiore. Ad essere colpiti, inoltre, sono soprattutto uomini che conducono uno stile di vita sedentario, che si svolge per lo più in ufficio. Le manifestazioni cliniche dell’ipertrofia non sono direttamente collegate all’ingrossamento della prostata ma, piuttosto, alle conseguenze che questa condizione ha sulla vescica e sull’uretra. La compressione parziale della vescica e dell’uretra, infatti, comporta 2 tipologie di sintomi:

  • Ostruttivi: difficoltà nell’urinare, flusso di urina intermittente o debole, svuotamento ritardato e incompleto della vescica.
  • Irritativi: aumento di frequenza della minzione, bisogno di urinare anche durante la notte, urgenza nell’urinare e lieve bruciore.

L’ipertrofia prostatica benigna è un disturbo cronico, ovvero una patologia da cui non si guarisce mai definitivamente. Inoltre, la crescita della prostata, seppur benigna, nel corso degli anni può degenerare in forme tumorali. Per questo è fondamentale monitorare la sua crescita e controllarla con la terapia più adeguata.

5 cose da fare

Effettuare controlli regolari

A partire dai 45 anni, una visita urologica specialistica dovrebbe essere eseguita almeno una volta ogni 12 mesi per monitorare la situazione della prostata.

 

Scegliere una dieta ricca di cibi antiossidanti

A base di Vitamina A (che si trova in carote, albicocche, spinaci, broccoli, pomodori), Vitamina C (ribes, kiwi agrumi, fragole, cavolfiori, peperoni), Vitamina E (olio d’oliva, oli vegetali, germe di grano), Licopene (pomodori rossi), Selenio (carne, noci, tuorlo d’uovo), Zinco (carni rosse, noci, fegato), Manganese (cereali integrali, tè nero, verdure a foglie verdi). Tutti questi alimenti hanno proprietà antiossidanti e aiutano a ridurre l’infiammazione della prostata e della vescica. È necessario, inoltre, mantenere un’attività intestinale regolare perché sia la stipsi che la diarrea possono causare il passaggio di batteri tra l’intestino e la prostata.

 

Bere tanta acqua

Serve a ridurre il peso specifico delle urine ed evitare le infiammazioni. Bisogna bere almeno 2 litri d’acqua al giorno, possibilmente oligominerale e a piccoli sorsi. Infine, è utile non bere nelle 2-3 ore precedenti al sonno per non stimolare eccessivamente la diuresi durante la notte.

 

Praticare sport e attività fisica

Tutte le attività di tipo aerobico, come la corsa, la marcia, il nuoto, lo sci di fondo, attività fisiche che non prevedono scatti, o semplicemente gli esercizi in palestra, sono utili a decongestionare la prostata e a stimolare il movimento e la circolazione delle zone pelviche.

 

Mantenere un’attività sessuale regolare

Il sesso non è nocivo, anzi, se praticato con regolarità apporta dei benefici per la prostata. L’astinenza prolungata, infatti, può causare del ristagnamento di liquidi nel tessuto prostatico e favorire la comparsa di infiammazioni.

 

5 cose da non fare

Mangiare cibi dannosi per il basso tratto urinario

Caffè, cioccolato, formaggi grassi, pesce, molluschi, frutti di mare e crostacei. Sono assolutamente vietati, infine, spezie e peperoncino. Tutti questi alimenti influiscono negativamente sulla vescica e sulla prostata.

 

Utilizzare spesso mezzi a due ruote

Cercare di ridurre al minimo l’utilizzo di moto, scooter, biciclette e cyclette. La sella, seppur imbottita, può essere causa di microtraumi perineali e, di conseguenza, di infiammazioni prostatiche.

 

Stare seduti per troppo tempo

Rivolto soprattutto a chi conduce uno stile di vita molto sedentario, a chi trascorre molte ore in ufficio, dietro a una scrivania. Ma anche a chi trascorre molte ore alla guida, come i tassisti o i camionisti, o a chi pratica equitazione.

 

Bere troppi superalcolici

I superalcolici (ma anche il vino, la birra) andrebbero evitati perché, al pari degli altri cibi elencati precedentemente, influiscono negativamente sulle funzionalità del basso tratto urinario (vescica e prostata).

 

Praticare il coito interrotto

Lo stimolo eiaculatorio va sempre assecondato. La sua interruzione, infatti, potrebbe provocare il reflusso del liquido seminale all’interno dei tessuti intraprostatici.